La casa del sale è
un'antologia di storie, di racconti che narrano di un altro Salento e di un
tempo sospeso nello spazio dell'anima. È difficile quanto inutile cercare il
confine tra racconti e ricordi autobiografici a cui l'autrice attinge come a
uno scrigno segreto, che custodisce frammenti preziosi che diventano nella
scrittura ricami di arazzi introvabili. Pur conservando la sua unitarietà
nell'ispirazione della scrittura, il libro consta di cinque sezioni: Ritratti,
Fantasticherie, Naturalia, Istantanee, Miscellanea. A ognuna corrisponde una
raccolta di scritti su argomenti diversi e davvero dei più vari, dall'arte alla
musica, dall'autobiografia al sogno. E così l'autrice ci accompagna in un
Salento che a volte si fa paesaggio ben definito, territorio con tutte le sue
delizie e le sue croci, a volte sfuma fino a diventare un anfratto nascosto
dell'anima. Nell'ultima parte del libro, l'autrice ha voluto ospitare alcuni
racconti di un caro e giovane amico, Lucio Toma, la cui scrittura ben si integra
con il resto dell'opera, e senza nessuna frattura, gli ultimi tre racconti
costituiscono una sorta di epilogo in bilico tra sogno e realtà.
mercoledì 29 ottobre 2014
Quando il leone si ciberà di paglia di Valentina Ferri (Galaad Edizioni)
“Bravo, Antonì. Quante
volte se lo è sentito dire? Bravo, prega Antonì, obbedisci Antonì.” Glielo
sussurra la madre mentre lo veste da “femminella” e gli dice che tanto agli
abiti lunghi ci si dovrà abituare, visto che farà il prete e salverà a tutti
l’anima; lo ribadisce in seminario Don Paolo, per allontanargli la voglia di
svelare che lui è un “perfiriuso”, un perfido, che si approfitta dei ragazzini.
Ma Antonio, che ha tredici anni e oscilla “come un cornetto scacciaguai”, tace
e mette le parole al buio. Chi lo capisce dove sta il male e dove il bene?
Mentre sullo sfondo scorre l’Italia dei preti operai e la Chiesa di Paolo VI
che in un Natale all’Italsider dice che lavorare è uguale a pregare, il cammino
di Antonio si snoda tra foschi inciampi e castighi, letture sacre che tolgono
la malinconia e incontri provvidenziali. Fino all’ultima, vera rinascita. Con
un linguaggio impastato di parole rubate al dialetto, tra suoni e formule
cantilenanti come ritornelli, Valentina Ferri ritorna, dopo Il mare immobile,
ad affrontare il tema della presenza del male e del bene in ciascun essere
umano. Addomesticare il male per riappacificarsi con se stessi, sentire che,
come dice Isaia, anche il leone che ci ruggisce dentro può mutarsi in bestia
mansueta e cibarsi di paglia. E la storia di Antonio può diventare paradigma e
simbolo della ricerca del bene.
L’autrice - Nata a
Milano, Valentina Ferri vive a Pavia. Scrive su diverse testate femminili,
periodici musicali e pagine di cultura, coniugando da anni l’attività di
scrittura con quella di interprete teatrale e di musicista. È autrice di
articoli e monografie sul rapporto tra narrativa e musica. Ha pubblicato nel
2004 il saggio La ineluttabile modalità dell’udibile. Allusioni e strategie
musicali nell’Ulisse di James Joyce e nel 2011 il romanzo Il mare immobile. Il
racconto “L’eredità di Cosimo” è presente nell’antologia L’occasione (2012), e
“Il demone sproporzionato” nella raccolta La morte nuda (2013). Nel 2014 ha
pubblicato, insieme a Donatella P. Cei, il romanzo Avevo otto anni e c’era la
guerra. Storia a quattro mani con cucina. In uscita il suo testo teatrale Urge
la musica in ogni sillaba, dedicato a Gabriele D’Annunzio.
Il suo sito internet è www.valentinaferri.com
martedì 28 ottobre 2014
Molto bene di Benedetta Parodi (Rizzoli/Real Time)
Il segreto delle
ricette di Benedetta è tutto qui: ingredienti facili da trovare, procedimenti
semplici spiegati passo dopo passo, risultato assicurato e commensali sempre
soddisfatti. E se vi manca l'ispirazione per una cena, una merenda o un pranzo
veloce, vi basterà sfogliare le pagine tutte illustrate di questo libro per
trovare subito l'idea giusta. Potete scegliere fra più di 200 ricette suddivise
in 17 categorie create apposta per solleticare la vostra fantasia: dalla
pastasciutta agli gnocchi, dalle frittelle agli involtini, dai polpettoni alle
crocchette, dai biscotti alle crostate. Potete lasciarvi tentare da piatti
importanti e da piccole sfiziosità, da grandi classici della cucina italiana e
da gustose proposte etniche, da dolcetti per la colazione e da torte
scenografiche per le cene più speciali... Avrete solo l'imbarazzo della scelta!
E, per aiutarvi a trovare la ricetta che fa al caso vostro, Benedetta le ha
fotografate tutte: le immagini vi guideranno nella preparazione e vi faranno
venire voglia di cucinare (e di mangiare) piatti davvero speciali!
lunedì 27 ottobre 2014
Amorino di Isabella Santacroce (Bompiani)
Siamo a Minster Lovell,
freddo e austero villaggio inglese. E al tempo stesso "paradiso
terrestre" del romanticismo nero. Un luogo fatato che è già da solo un
romanzo - un luogo, si direbbe, non troppo dissimile dalla brughiera selvaggia
delle sorelle Brontë. È il 1911. C'è nebbia. Albertina e Annetta Stevenson,
gemelle monozigote, arrivano da Londra per ereditare un cottage vittoriano in
seguito alla morte dei genitori, avvenuta sotto circostanze misteriose. Vestono
in modo identico, e si mostrano così integerrime, così schive, che il primo ad
accoglierle, o forse ad attirarle nella tela di un ragno, sarà uno strano
parroco, Padre Amos: le cui parole saranno sin da subito cariche di
agghiaccianti sottintesi. E sarà lui ad affidare alle sorelle Stevenson (l'una
insegnante di canto, l'altra organista) la gestione del coro della sua chiesa,
il coro "Amorino". Più che un semplice coro, un'umanità in miniatura,
dove a cantare sono gli abitanti stessi del villaggio, velocemente conquistati
dal rigore delle due ragazze. La sensualità, la compostezza, la grazia: quel
che appare delle due sorelle è un inganno. Ogni notte, quando l'oscurità scende
su Minster Lovell, sul fondo della quiete si odono delle grida spaventose. Chi
sono realmente Albertina e Annetta Stevenson? Perché il loro arrivo a Minster
Lovell coincide con una serie di inspiegabili accadimenti?
domenica 26 ottobre 2014
Il padre materno di Simona Argentieri (Einaudi)
I cambiamenti profondi
avvenuti nelle coppie e nelle famiglie sono spesso evocati dagli psicologi e
dai sociologi con toni di cupa inquietudine. C'è però un fenomeno, almeno a
prima vista, rassicurante: quello dei nuovi papà. Sensibili e gentili, attenti
e disponibili, capaci di assolvere tutte le funzioni della maternità con
naturalezza e piacere, sembrano molto diversi dai padri di un tempo, distanti e
tiranni. Simona Argentieri si confronta con questa mutazione epocale e con gli
aspetti più spinosi del problema, nella dimensione psicoanalitica e
nell'intreccio di vari piani, dalla storia alla fenomenologia, dall'arte alla
pubblicità, dalla letteratura al cinema. Imbattendosi nella questione
fondamentale: quali sono le conseguenze sui figli? Con un contributo di Adolfo
Pazzagli.
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